Scales · Bilancia
«Non saltare la bilancia» è un’esortazione che nel mondo antico veniva attribuita alla tradizione pitagorica: è incerto se si tratti di una sentenza autoriale di carattere simbolico o di una credenza popolare vera e propria. Nel folklore moderno tracce di questa credenza sembrano sopravvivere solo nella tradizione orale dell’Italia meridionale, dove vengono accostate al divieto per le donne incinte di saltare una corda.
«Don’t skip the scales» is an exhortation that in the ancient world was attributed to the Pythagorean tradition: it is uncertain whether it is an authorial sentence of a symbolic nature or a real popular belief. In modern folklore, traces of this belief seem to survive only in the oral tradition of southern Italy, where they are combined with the prohibition for pregnant women to jump rope.
Auctores
A
«Non saltare la bilancia» e le sue interpretazioni
«Don’t skip the scale» and its meaning
[1] Plut.
Nativo di Cheronea, dalla quale si allontanò in rare occasioni, Plutarco (46-127) fu maestro di retorica, sacerdote, e autore di num…
More > quaest. conv. 8,7 727c: καὶ Τυρρηνὸν ἀπέφηνεν, οὐ πατρόθεν, ὥσπερ ἕτεροί τινες, ἀλλ᾿ αὐτὸν ἐν Τυρρηνίᾳ καὶ γεγονέναι καὶ τεθράφθαι καὶ πεπαιδεῦσθαι τὸν Πυθαγόραν ἰσχυ ριζόμενος οὐχ ἥκιστα τοῖς συμβόλοις, οἷόν ἐστι καὶ τὸ συνταράττειν ἀναστάντας ἐξ εὐνῆς τὰ στρώματα καὶ χύτρας τύπον ἀρθείσης ἐν σποδῷ μὴ ἀπολείπειν ἀλλὰ συγχεῖν καὶ χελιδόνας οἰκίᾳ μὴ δέχεσθαι μηδὲ σάρον ὑπερβαίνειν μηδὲ γαμψώνυχον οἴκοι τρέφειν· ταῦτα γὰρ ἔφη τῶν Πυθαγορικῶν λεγόντων καὶ γραφόντων μόνους ἔργῳ Τυρρηνοὺς ἐξευλαβεῖσθαι καὶ φυλάττειν. [Punto forte della sua argomentazione erano soprattutto i precetti simbolici, come, per esempio, mettere sottosopra il letto subito dopo essersi alzati, non lasciare nella cenere il segno della pentola, una volta tolta dal fuoco, ma rime scolarla; non far entrare rondini in casa, non oltrepassare la scopa, non allevare a casa uccelli rapaci; ebbene, concludeva, i Pitagorici raccomandano, a voce o nei loro scritti, queste regole, ma solo gli Etruschi, di fatto, le osservano scrupolosamente e le mantengono].
[2] Plut.
Nativo di Cheronea, dalla quale si allontanò in rare occasioni, Plutarco (46-127) fu maestro di retorica, sacerdote, e autore di num…
More > quaest. rom. 290E: Διὰ τίνα δ᾿ αἰτίαν οὐδὲ κιττοῦ θιγεῖν ἐφίετο τῷ ἱερεῖ τοῦ Διός, οὐδ᾿ ὁδὸν διελ θεῖν ἀναδενδράδος ἄνωθεν διατεταμένης; ἦ τοῦτο μὲν ὅμοιόν ἐστι τῷ «μὴ ἐσθίειν ἀπὸ δίφρου» «μηδ᾿ ἐπὶ χοίνικος καθῆσθαι» «μηδὲ σάρον ὑπερβαίνειν», οὐ ταῦτα τῶν Πυθα γορικῶν δεδιότων καὶ φυλαττομένων, ἀλλ᾿ ἕτερα τούτοις ἀπαγορευόν των; [Per quale causa non era permesso al sacerdote di Giove di toccare l’edera né di percorrere una strada se sopra vi fosse stata stesa una vite rampicante? Forse questo è omologo a “non mangiare su una carrozza” “non sedere su una chenice” “non scavalcare una scopa”, non avendo i Pitagorici temuto o badato a queste cose, ma dissuadendo con queste da altre cose?]
[3] Athen. 10, 452d-e: καὶ τὰ Πυθαγόρου δὲ αἰνίγματα τοιαῦτά ἐστιν, ὥς φησι Δημήτριος ὁ Βυζάντιος ἐν τετάρτῳ περὶ ποιημάτων· ‘καρδίαν μὴ ἐσθίειν’ ἀντὶ τοῦ ἀλυπίαν ἀσκεῖν. ‘πῦρ μαχαίρᾳ μὴ σκαλεύειν’ ἀντὶ τοῦ τεθυμωμένον ἄνδρα μὴ ἐριδαίνειν· πῦρ γὰρ ὁ θυμός, ἡ δὲ ἔρις μάχαιρα. ‘ζυγὸν μὴ ὑπερβαίνειν’ ἀντὶ τοῦ πᾶσαν πλεονεξίαν φεύγειν καὶ στυγεῖν, ζητεῖν δὲ τὸ ἴσον. [Ecco qualche esempio di enigmi di Pitagora, come sono riportati da Demetrio di Bisanzio nel quarto libro del trattato La poesia: «Non mangiarti il cuore», per dire “Esercitati a non sentire il dolore”. «Non attizzare il fuoco col coltello», cioè, “Non litigare con un uomo adirato”: il fuoco infatti è l’ira, la lite il coltello. «Non andare oltre la bilancia», nel senso che si deve evitare e aborrire ogni meschino desiderio di avere più degli altri, e ricercare invece l’equità].
[4] Diog. L. 8,17: Ἦν δ’ αὐτῷ τὰ σύμβολα τάδε· πῦρ μαχαίρᾳ μὴ σκαλεύειν, ζυγὸν μὴ ὑπερβαίνειν, ἐπὶ χοίνικος μὴ καθίζειν, καρδίην μὴ ἐσθίειν […] [I suoi simboli erano questi: non attizzare il fuoco con un coltello, non far tracollare la bilancia, non sedere sulla chenice (misura di grano), non mangiare il cuore […]].
[5] Iamb. protrep. 20-26: Τὸ δὲ ζυγὸν μὴ ὑπερβαίνειν δικαιοπραγεῖν παρακελεύεται καὶ προτιμᾶν ἰσότητα καὶ μετριότητα θαυμαστῶς καὶ τὴν τελειοτάτην ἀρετὴν γιγνώσκειν δικαιοσύνην, ἧς συμπληρωτικαὶ αἱ λοιπαὶ καὶ ἧς ἄνευ τῶν ἄλλων οὐδὲν ὄφελος· […] [Non saltare una bilancia esorta ad agire nel giusto e a stimare mirabilmente l’uguaglianza e la misura e a ritenere il giusto come massimo valore, a cui gli altri valori sono complementari e senza il quale nessuno degli altri valori sarebbe vantaggioso […]].
[6] Cyr. Alex. Contra Jul. imp. 9, 961: […] τὰ περὶ Πυθαγορικῶν αἰνιγμἀτων· ζυγὸν μὴ ὑπερβαίνειν, τουτέστι, μὴ πλεονεκτεῖν· [le cose che riguardano le sentenze dei Pitagorici: non saltare una bilancia, cioè, non desiderare di avere di più degli altri].
Modern Sources
Oral Tradition
A
[1] Ab6: “Dicevano che le donne incinte non potevano saltare una bilancia o una corda: perché altrimenti si soffocava il bimbo con il cordone ombelicale; e anche oggi è vietatissimo far cavalcare una fune a una donna incinta.” = Ab2; Ca9: “lo dicevano, ma noi non eravamo superstiziosi.” Ca15: “non si salta, perché il diavolo ci pesa l’anima”; Cp1.



Reviews