Nelle Opere e i giorni di Esiodo (Érga kaí hemérai) il folklore sostanzia di sé l’intera opera: la struttura, lo stile, i contenuti. In poco più di ottocento versi si elencano i lavori (érga) che l’anno agricolo prevede nel suo ciclo continuo inverno/primavera/estate, con particolare riguardo ai cereali e alla viticoltura, e i giorni del mese (hemérai) propizi o no per questa o quella attività, in una cornice in cui protagonista è il poeta che dispensa i suoi insegnamenti al fratello Perse, all’insegna della giustizia e della misura, e attraverso l’impiego di esempi mitici, di un gran numero di espressioni proverbiali e sentenziose, nonché di una favola, la prima – cronologicamente – attestata nella letteratura greca. È stato opportunamente messo in luce che questa tipologia di opere si ritrova nella tradizione letteraria delle culture del vicino oriente – mesopotamiche e egizia – e non a caso Esiodo dichiara di provenire da famiglia originaria delle colonie greche dell’Asia minore. Anche la sua ‘investitura poetica’, avvenuta sul monte Elicona, “mentre pascolava le greggi”, ricalca un ‘modulo’ tipico delle investiture profetiche (il poeta è Mousáon ypophétor, “profeta delle Muse”) mediorentali, di cui abbiamo testimonianze evidenti nella Bibbia (Mosé, Amos). Ma ciò che va maggiormente sottolineato è che questa struttura compositiva – di cui spesso, in passato, è stata ingiustamente criticata la presunta disorganicità – trova la sua ragione d’essere, nonché la sua matrice profonda, proprio a livello folklorico. Le Opere e i giorni costituiscono infatti, a ben vedere, il primo esempio occidentale di quel filone di scritti pratico-sapienziali sul mondo agricolo che perdureranno per secoli nella tradizione europea. È, in buona sostanza, il primo ‘almanacco’ del mondo agricolo, l’archetipo di una serie nutritissima di opere che si incentreranno sul ‘ciclo’ contadino dell’anno, appunto formalizzando istruzioni tecnico-pratiche e memoranda, frammisti a massime di saggezza, apologhi morali, avvertimenti calendariali e atmosferici. Un genere che arriva senza soluzione di continuità, passando per varie forme in prosa e in versi, fino ad opere ancora ‘letterarie’ del secolo scorso, e finanche a versioni divulgative di calendari-almanacchi ancora oggi largamente diffusi. Accanto ai poemi omerici, dunque, la letteratura greca (e, con essa, quella occidentale) iniziano con un’opera profondamente permeata di cultura popolare: il primo almanacco del contadino della storia europea.
Hes.



