Theocr.

Originario di Siracusa, intorno agli anni ottanta del III sec. a.C. Teocrito inizia la sua carriera poetica all’insegna di un coraggioso sperimentalismo, proponendo una poesia derivata dalla tradizione pragmatica dei canti popolari agropastorali, ma al tempo stesso artisticamente elaborata (idilli 5, 10, 4, 3): tratti della quotidianità agropastorale, credenze, stilemi e strutture del canto popolare, e ovviamente espressioni proverbiali, sono gli elementi fondamentali di questa poesia, un unicum destinato però a divenire archetipo di una importante tradizione letteraria (negli imitatori, di maniera), quella bucolica. Forse per sfuggire ai rivolgimenti che all’inizio degli anni settanta colpiscono la Sicilia e la Magna Grecia, approda a Cos, l’isola che vede protagonisti alcuni fra i più importanti poeti (e filologi) contemporanei. Qui Teocrito soggiorna tanto da assimilare progressivamente forme (allusioni intertestuali, aitia, preziosismi lessicali) e motivi (soprattutto il mito) propri delle più famose tendenze letterarie del tempo, componendo, probabilmente, gli idilli 6, 1, 11, 13 e 7. L’attenzione pragmatica al mondo agropastorale, la cifra ‘folklorica’ della sua poesia, compresi proverbi ed espressioni idiomatiche, rimangono ancora le costanti di ogni suo carme, pur riducendosi quantitativamente, negli ultimi componimenti di questa fase (idilli 11, 13 e 7), in ragione di un contenuto ora mitico, ora poetologico. Dopo il 275/4 a.C., in particolare dopo un fallito tentativo di tornare a Siracusa sotto la protezione del tiranno Ierone (id. 16), Teocrito si convince (id. 14) a tentare la fortuna ad Alessandria, ormai capitale culturale indiscussa del Mediterraneo. Dopo due ‘prove’, felicissime, nelle quali mostra ancora di essere permeato da una cifra pragmaticamente folklorica (id. 15 e 2), Teocrito sancisce l’abbandono di quella ‘maniera’ letteraria con un paludato e omerizzante Encomio a Tolemeo (id. 17). L’attenzione al mondo popolare diviene sempre più stilizzata, e ormai rara, nella produzione poetica che con tutta probabilità va collocata nei decenni successivi: i carmi di argomento e stile epici (idilli 18, 22, 24) e quelli che riprendono la tradizione letteraria eolica (idilli 29 e 30).