La Saturnia Tellus e la dea Maia

di Felice Vinci e Arduino Maiuri
ISSN: 3057-4943

In questo lavoro si propone un’interpretazione inedita della Saturnia Tellus, uno dei quattro rilievi figurati dei lati brevi dell’Ara Pacis Augustae. La nuova ipotesi poggia sulla teoria, già pubblicata dagli autori su “Appunti Romani di Filologia”, secondo cui il nume tutelare dell’antica Roma andrebbe identificato in Maia, la dea-stella centrale delle Pleiadi. Coerentemente nei Sette Colli si può ravvisare la proiezione della costellazione sulla Terra e la stessa data del 21 aprile verrebbe così ad assumere un risalto immediato. Procedono in perfetta sintonia con questa chiave di lettura tutti i particolari del rilievo: la figura centrale sarebbe proprio Maia, augustamente velata e con in braccio i due gemelli Romolo e Remo; invece le due ai lati, in posizione subordinata, rispettivamente Leda e Latona. Accanto alla prima, madre dei Dioscuri, quale segno distintivo c’è il cigno-Zeus, che l’ha amata, mentre la seconda, madre di Apollo e Artemide, è raffigurata con il drago che l’ha perseguitata per impedirle di partorire. La composizione nel suo insieme costituisce dunque un omaggio tangibile a Maia, la dea protettrice che ha dato gloria a Roma, nonché allo stesso Augusto, supremo artifex di tali mirabilia con le sue imperiture res gestae.