Le pratiche di questua sono azioni rituali caratterizzanti diversi periodi festivi di tutta l’area euro-mediterranea (e non solo). Si tratta di richieste di dazione e prelievi di beni (generalmente alimenti) eseguite, secondo diverse modalità ed entro precisi segmenti spazio-temporali, da soggetti tradizionalmente demandati a rivestire il ruolo di postulanti (comitati, confraternite, compagnie di adulti, giovani, bambini/e; spesso ma non sempre connotati da speciali costumi e/o maschere e da altri simboli materiali nonché da specifici e peculiari comportamenti). Nell’insieme dei riti di questua possono essere pertanto incluse pratiche che vanno dal furto rituale all’accatto di cibo e/o denaro, in ultima analisi tutte le attività itineranti, connesse a scadenze del calendario festivo, dirette a una raccolta di beni funzionale all’efficacia del rito festivo. Ciò comporta che la questua, laddove prevista, concorre, con il suo di volta in volta specifico articolato simbolico, in maniera decisiva e imprescindibile alla definizione del senso della festa (di “quella” festa).
[estratto da: P. Sisto, & P. Totaro (a cura di), Maschera e linguaggi (pp. 159-225). Progedit – Progetti Editoriali srl, Bari 2016]Questue, mascheramenti e formule augurali
di Ignazio Buttitta
ISSN: 3057-4943



