Sofocle (497-405 a.C.) è l’autore di alcuni dei drammi antichi più imitati e ripresi nella tradizione occidentale, forse anche perché incentrati su figure del mito straordinariamente ricche di simbologie. Considerato il più ‘classico’ dei tre grandi tragediografi del V secolo, perché lontano sia dal mondo ancora per certi versi ‘arcaico’ di Eschilo
Eschilo è il primo tragediografo del quale possiamo ricostruire una personalità storica, e il primo del quale ci rimangono drammi i...
More > sia dall’orizzonte più ‘sociale’ di EuripideNonostante Euripide abbia la fama – già presso gli antichi – di tragediografo ‘degli umili’ o degli “eroi coperti di strac...
More >, Sofocle appare meno propenso di Eschilo
Eschilo è il primo tragediografo del quale possiamo ricostruire una personalità storica, e il primo del quale ci rimangono drammi i...
More > a dare spazio, nei suoi drammi, alla cultura popolare. Rari, ma significativi, i riferimenti a credenze e superstizioni, o a tratti di socialità popolare (legami di sangue, motivo del pharmakos, indovinelli, gesti apotropaici). Tracce di canto popolare sembrano potersi individuare in diversi brani lirici (ninne nanne, canti di lutto, maledizioni). Le gnómai e le paroimíai costituiscono un elemento centrale nel tessuto linguistico del poeta, più che negli altri due grandi tragediografi attici. Interi monologhi, e numerosissimi dialoghi, appaiono quasi costruiti, nell’argomentazione, su perni sentenziosi esplicitamente sottolineati.
Soph.



