Verbena
Nell’antichità si distinguevano due varietà di verbena, per le quali sono state proposte varie identificazioni. Come emerge da vari testi astrologici editi nel CCAG, si riteneva che questa pianta fosse legata a Venere e avesse proprietà afrodisiache.
In antiquity, two varieties of verbena were distinguished, for which several identifications have been proposed. In general, this plant was linked with Venus and it was said to have aphrodisiac powers, as emerges in some astrological texts edited in the CCAG.
ISSN 3057-4943
Auctores
A. La verbena nella letteratura botanica e medica antica / Verbena in ancient botanico-medical literature
[1] Diosc., MM IV, 59 (vol. II, pp. 212, 10 – 213, 4 Wellmann): περιστέριον· φύεται ἐν τοῖς ἐφύδροις τόποις, δοκεῖ δὲ ὠνομάσθαι ἐκ τοῦ τὰς περιστερὰς ἡδέως ἐνδιατρίβειν αὐτῇ. πόα δ’ ἐστὶ σπιθαμῆς ἔχουσα τὸ ὕψος ἢ καὶ μεῖζον, πέταλα ἐντετμημένα, ὑπόλευκα, ἐκπεφυκότα ἐκ τοῦ καυλοῦ· μονόκλαδος δ’ ὡς τὸ πολὺ καὶ μονόρριζος εὑρίσκεται. δοκεῖ δὲ τὰ φύλλα σὺν ῥοδίνῳ ἢ στέατι χοιρείῳ νεαρῷ προστιθέμενα ἀνωδυνίαν ὑστέρας ποιεῖν· στέλλει δὲ καὶ ἐρυσιπέλατα σὺν ὄξει καταπλασθεῖσα καὶ σηπεδόνας ἐπέχει καὶ τραύματα κολλᾷ καὶ ἀπουλοῖ τὰ παλαιὰ σὺν μέλιτι.
[La verbena. Cresce in luoghi umidi e sembra che sia stata chiamata così perché le colombe amano posarsi su di essa. È una pianta alta una spanna o anche di più, le foglie sono frastagliate, biancastre e crescono dal gambo. Generalmente si trova un solo gambo e una sola radice. Sembra che le foglie, applicate con l’unguento di rosa o con grasso fresco di animale, calmino i dolori dell’utero. Applicata come cataplasma con l’aceto, la pianta elimina l’erisipela, allevia le putrefazioni, chiude le ferite e, con il miele, cicatrizza le ferite vecchie]
[2] Diosc., MM IV, 60, 1 (vol. II, pp. 213, 5 – 215, 9 Wellmann): ἱερὰ βοτάνη, οἱ δὲ περιστερεῶνα ἐκάλεσαν· ῥάβδους ἀνίησι πηχυαίας ἢ καὶ μείζονας, γωνιοειδεῖς, <γονατώδεις,> περὶ ἃς τὰ φύλλα ἐκ διαστημάτων ἐοικότα δρυΐ, πλὴν στενότερα καὶ ἧττον ἐντετμημένα [δὲ] τὰ κύκλῳ, ὑπόγλαυκα, ῥίζαν δὲ ὑπομήκη, λεπτήν. ταύτης τὰ φύλλα καὶ ἡ ῥίζα ποτιζόμενα μετ’ οἴνου καὶ καταπλασσόμενα ποιεῖ πρὸς ἑρπετ<ῶν δήγματ>α, πρὸς δὲ ἴκτερον τὰ φύλλα ὅσον δραχμὴ μία μετὰ λιβανωτοῦ τριωβόλου σὺν οἴνου παλαιοῦ θερμοῦ κοτύλῃ μιᾷ νήστει ἐφ’ ἡμέρας τέσσαρας πινόμενα, οἰδήματά τε χρόνια καὶ φλεγμονὰς τὰ φύλλα ἐπιπλασθέντα πραΰνει καὶ ῥυπαρὰ ἕλκη καθαίρει […] καλεῖται δὲ ἱερὰ βοτάνη διὰ τὸ εὐχρηστεῖν ἐν τοῖς καθαρμοῖς εἰς περιάμματα.
[La sacra verbena. Alcuni la chiamano peristereon. Fa uscire germogli alti un cubito o anche di più, angolosi e nodosi, e intorno ad essi vi sono intervalli di foglie simili a quelle della quercia, ma più strette e meno frastagliate ai bordi, grigiastre; la radice è lunga e sottile. Le foglie e la radice della pianta, bevute con il vino e applicate come cataplasma, giovano ai morsi dei serpenti. Per l’ittero, una dracma di foglie viene bevuta a stomaco vuoto, per quattro giorni, con un triobolon di incenso di rosmarino e un cotile di vino caldo invecchiato. Le foglie alleviano sia i gonfiori cronici che le infiammazioni e detergono le piaghe sporche. […] È chiamata ‘sacra’ per il suo uso negli amuleti durante i riti di purificazione]
[3] Plin.
Plinio il vecchio (23/24-79 d.C.): funzionario imperiale e studioso in diversi ambiti del sapere antico, autore della monumentale …
More >, HN XXV, 59: Nulla tamen Romanae nobilitatis plus habet quam hiera botane; aliqui aristereon, nostri verbenacam vocant. Haec est quam legatos ferre ad hostes indicavimus; hac Iovis mensa verritur, domus purgantur lustranturque. Genera eius duo: foliosa, quam feminam putant, mas rarioribus foliis. Ramuli utriusque plures, tenues, cubitales, angulosi, folia minora quam quercus angustioraque, divisuris maioribus, flos glaucus, radix longa, tenuis. […] Utraque sortiuntur Galli et praecinunt responsa, sed Magi utique circa hanc insaniunt: hac perunctos inpetrare quae velint, febres abigere, amicitias conciliare nullique non morbo mederi […]. Aiunt, si aqua spargatur triclinium qua maduerit, laetiores convictus fieri. Adversus serpentes conteritur ex vino.
[Nessuna pianta è più rinomata a Roma quanto la hiera botane; alcuni la chiamano aristereon, i nostri verbena. È quella che gli ambasciatori portano ai nemici, come abbiamo spiegato; con quest’erba è spazzata la mensa di Giove e si purificano anche le case. Ne esistono due varietà: una ricca di foglie che ritengono femminile, mentre quella maschile ha le foglie più rade. I ramoscelli di entrambe sono molti, sottili, lunghi un cubito, angolosi; le foglie sono più piccole e strette della quercia, con fenditure più ampie; il fiore è azzurro; la radice è lunga e sottile. […] Con entrambe i Galli tirano le sorti e preannunciano i responsi. Soprattutto i Magi diventano folli per quest’erba: dopo essersela strofinata addosso ottengono ciò che vogliono, allontanano le febbri, si conciliano le amicizie e curano ogni malattia. […] Dicono che, se l’acqua in cui è stata macerata [la verbena] viene spruzzata in un triclinio, i convitati diventano più contenti. È triturata nel vino contro i serpenti]
[4] Gal.
Galeno (129-201 d.C.): medico greco….
More >, De simpl. med. fac. VIII, 16, 14 (vol. XII, p. 98, 14-17 Kühn): Περιστερεὼν, ὠνόμασται μὲν ἀπὸ τοῦ τὰς περιστερὰς διατρίβειν ἐν αὐτῷ. δύναμιν δ’ εἰς τοσοῦτον ἔχει ξηραντικὴν, ὡς κολλᾷν τραύματα.
[Verbena, è chiamata così perché le colombe si posano su di essa. Ha una proprietà disseccante tale da chiudere le ferite]
[5] Ps.Apul., Herb., 66 (p. 122, 3-4 Howald – Sigerist, CML IV): Herbae peristereon pulverem si quis potui dederit, omnia venena discutit.
[Se qualcuno avrà dato da bere la polvere dell’erba peristereon, neutralizza ogni veleno]
B. La verbena nella letteratura astrologica / Verbena in astrological literature
[1] CCAG VIII, 3, pp. 161-162: Ἀφροδίτης βοτάνη περιστερεών. Ταύτης τῆς βοτάνης ἡ ῥίζα ἰᾶται ὅσα περὶ τὸν τράχηλον πάθη, χοιράδας, παρωτίδας, <φύματα> τραχήλου, βουβῶνας, σταφυλὴν καὶ παρίσθμια· καταπλασθεῖσα γὰρ μαραίνει ταῦτα παραχρῆμα· συμπάσχει γὰρ μάλιστα ὁ ἀστὴρ οὗτος τοῖς τοιούτοις μέλεσιν. ἰᾶται δὲ καὶ σύριγγας καὶ κονδυλώματα κατὰ τοὺς τόπους τούτους γινόμενα […] δοκεῖ γὰρ ὁ ἀστὴρ οὗτος ἐπέχειν τὸν τοῦ πνεύμονος τόπον, ἐπειδὴ πρῶτος οὗτος ἐν ἡμῖν φύεσθαι νομίζεται καὶ ἡ Ἀφροδίτη δὲ ἀρχὴ γενέσεώς ἐστιν. ὅθεν καὶ ἀφροδισίων ἡ βοτάνη παρορμητική ἐστιν· ὁ γὰρ χυλὸς αὐτῆς περιχριόμενος πρὸ τῆς συνουσίας ἐρρωμένους τε αὐτοὺς ποιεῖ <τοὺς συνουσιάζοντας καὶ μεγίστην αὐτοῖς παρέχει τὴν ἡδονήν>· καὶ τὸ ἔτι μεῖζον, ὅτι περιαφθεῖσα ἡ βοτάνη κύειν ἀναγκάζει, ἐὰν μή τι ἕτερον περιάπτηται· ἀντιπάσχει γὰρ ἔτι δὲ περικειμένη ἐν ἐργαστηρίῳ ἢ οἰκίᾳ ἡ ῥίζα ἐργασίας καὶ προσόδους καὶ πράξεις παρέχει. εὐθετεῖ δὲ καὶ πρὸς ὁδοὺς καὶ καθάρσια καὶ τοὺς ἐπὶ παιδείᾳ φοιτῶντας περιχαρεῖς καὶ ἀβασκάντους τηρεῖ.
[La pianta di Afrodite è il peristereon. La radice di questa pianta cura tutte le malattie del collo, i rigonfiamenti, la parotide, i gonfiori del collo, i bubboni, le tonsille e le fauci. Applicata come cataplasma, li riduce immediatamente. Questo astro, infatti, ha un’affinità con tali parti [del corpo]. Cura anche le fistole e le escrescenze che compaiono in quelle zone. […] Sembra infatti che questo astro influenzi i polmoni, poiché questa è ritenuta la prima parte che si forma in noi e perché Venere è l’inizio della generazione. Per questo la pianta stimola il desiderio amoroso: il suo succo, applicato prima del rapporto sessuale, rende vigorosi coloro che vi partecipano e dona loro un grandissimo piacere. E ancora più straordinario è il fatto che, messa addosso al corpo, la pianta porta al concepimento, a meno che non venga applicato qualcos’altro. La radice, appesa infatti nel luogo di lavoro o in casa, garantisce lavoro, guadagni e affari. Giova alle strade e alle purificazioni e preserva lieti e liberi dal malocchio coloro che si recano a scuola]
[2] CCAG IV, p. 135 = CCAG VI, p. 83: Ἡ βοτάνη τῆς Ἀφροδίτης ἐστὶν ὁ περιστερεών· ταύτης ἡ ῥίζα περιαφθεῖσα τὰ περὶ τὸν τράχηλον ἰᾶται πάθη, χοιράδας, παρωτίδας, βουβῶνας, ὁ δὲ χυλὸς αὐτῆς ἵστησιν αἱμορροΐδας μετὰ μέλιτος καὶ νίτρου προσκλυζομένης· πινόμενος ὁ χυλὸς μετὰ μέλιτος λεπτύνει τὰ ὑγρά· <αὕτη> ἡ βοτάνη ἁρμοδία γίνεται καὶ πρὸς ἀφροδίσια· ὁ <δὲ> χυλὸς παρέχεται καὶ τοῖς συνουσιάζουσιν· ἐν οἰκίᾳ ἡ ῥίζη παρακειμένη ἀπελαύνει πάντα φαῦλον δαίμονα.
[La pianta di Afrodite è il peristereon. La sua radice, messa addosso al corpo, cura le malattie del collo, i rigonfiamenti, la parotide, i bubboni. Il suo succo, mescolato con il miele e il nitro, ferma le emorroidi; se bevuto con il miele, fluidifica i liquidi [del corpo]. Questa pianta giova anche al desiderio amoroso. Il succo è utile per coloro che hanno un rapporto sessuale. La radice, tenuta in casa, allontana ogni spirito maligno]
Modern Sources
→ Italia, Friuli (Ostermann 1894, p. 428): Il popolo distingue la fiere nervine, il mal malign, e la fiere comune: per questa si inghiottano tre grani di pepe, uno al mattino, uno a mezzogiorno ed uno la sera, con ciò la febbre ha da sparire. Si prendono pure decotti di erytrea centaurium (chine di prât, jerbe da fiere) di cetraria islandica, (lichene), di ortica (urtie), e di verbena officinalis (vermene).
→ Italia, Sicilia (Pitrè
Giuseppe Pitrè (1841-1916) è stato il più grande folklorista meridionale e, probabilmente, italiano. Medico, percorse per anni la …
More > 1896, p. 236): Alcuni usano verbena e bianco d’uovo in empiastro (Modica) [si intende per il tumore alla milza].
→ Italia, Sicilia (Pitrè
Giuseppe Pitrè (1841-1916) è stato il più grande folklorista meridionale e, probabilmente, italiano. Medico, percorse per anni la …
More > 1896, p. 259): I campagnuoli nasitani lo guariscono (pricantanu) [chi ha i polipi agli occhi] toccandolo prima con la verbena o con un pezzo di finocchio, e poi con un anello d’ oro, che porti incastonata la citata petra di pruppu.
→ Italia, Sicilia (La Sorsa
Saverio La Sorsa (1877-1970), docente di lettere a Bari, è stato uno dei più prolifici raccoglitori di fiabe, proverbi e notizie fo…
More > 1941, p. 113): La verbena raccolta d’estate e portata addosso libera dall’epilessia. A Nasi è un rimedio efficace contro il polipo degli occhi. A Modica usano un empiastro di verbena con bianco d’uovo per guarire il tumore di milza. In molti paesi di Sicilia con le foglie della verbena bollita in aceto e preparate a cataplasmi si curano le nevralgie. A Mazzara la verbena ed il finocchio sono indicati per curare i mali d’occhi.
→ Italia, Puglia (Lelli 2012, p. 188): la verbena è un amuleto contro varie malattie.
Oral Tradition
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Other Cultures
→ s.v. protection against fairies, in Monaghan 2014, p. 386.



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