Astrology ∙ Astrologia
The sky has always surprised the human being. This has led him to wonder about stars and planets’ movement, as if they influenced his life and that of the universe. Astrology is properly “the science of the stars” and it is based on the correspondences between the lunar and sublunar worlds.
[maggio 2024]Auctores
A. Giudizi e atteggiamenti nei confronti dei Caldei, ovvero gli astrologi / Judgments and attitudes towards the Chaldeans, i.e. the astrologers
[1] Cato
Marco Porcio Catone (234-149 a.C.): politico, generale e scrittore romano, passato alla storia come Catone il Censore….
More > agr., 5, 4: haruspicem, augurem, hariolum, chaldaeum ne quem consuluisse velit.
[Il fattore non voglia consultare l’aruspice, l’augure, l’indovino e il caldeo]
[2] Cic. Div., II, 87: Ad Chaldaeorum monstra veniamus; de quibus Eudoxus, Platonis auditor, in astrologia iudicio doctissimorum hominum facile princeps, sic opinatur, id quod scriptum reliquit, Chaldaeis in praedictione et in notatione cuiusque vitae ex natali die minime esse credendum.
[Veniamo ai prodigi dei Caldei. Riguardo a questi, Eudosso, seguace di Platone, il migliore nell’astrologia secondo il favorevole giudizio degli uomini più dotti, così si ritiene, ha lasciato scritto questo, ovvero che non bisogna credere per niente ai Caldei relativamente alla previsione e determinazione della vita di ciascuno dal giorno della nascita]
[3] Lucill., 60 (= AP XI, 164) Εἶπεν ἐληλυθέναι τὸ πεπρωμένον αὐτὸς ἑαυτοῦ
τὴν γένεσιν διαθεὶς Αὖλος ὁ ἀστρολόγος
καὶ ζήσειν ὥρας ἔτι τέσσαρας· ὡς δὲ παρῆλθεν
εἰς πέμπτην καὶ ζῆν εἰδότα μηδὲν ἔδει,
αἰσχυνθεὶς Πετόσιριν ἀπήγξατο· καὶ μετέωρος
θνῄσκει μέν, θνῄσκει δ’ οὐδὲν ἐπιστάμενος.
[L’astrologo Aulo disse che era arrivata la sua ora
essendosi fatto l’oroscopo da solo,
e che sarebbe vissuto ancora quattro ore. Quando giunse la quinta,
e lui che non sapeva niente bisognava che vivesse,
vergognandosi di Petosiride si impiccò: e muore,
sospeso in aria, ma muore non sapendo niente]
[4] Val.Max. I, 3, 3: Chaldaeos igitur Cornelius Hispalus urbe expulit et intra decem dies Italia abire iussit, ne peregrinam scientiam venditarent.
[Allora Cornelio Ispalo cacciò dalla città i Caldei e ordinò loro di andarsene dall’Italia in dieci giorni, affinché non diffondessero conoscenze straniere]
[5] Plin.
Plinio il vecchio (23/24-79 d.C.): funzionario imperiale e studioso in diversi ambiti del sapere antico, autore della monumentale …
More > nat. II, 5: Pars alia et hanc pellit astroque suo eventus adsignat et nascendi legibus.
[Un altro gruppo rifiuta questa [la Fortuna] e attribuisce gli avvenimenti al proprio astro e alle leggi del momento della nascita]
[6] Gell.
Discepolo di Frontone, erudito e maestro di retorica, Aulo Gellio (125-180 ca.) è autore di una delle opere più emblematiche del te…
More > Noct. Att., XIV, 1: Adversos istos qui sese Chaldaeos seu genethliacos appellant ac de motu deque positu stellarum dicere posse quae futura sunt profitentur, audivimus quondam Favorinum philosophum Romae Graece disserentem egregia atque inlustri oratione; exercendi autem, non ostentandi, gratia ingenii, an quod ita serio iudicatoque existimaret, non habeo dicere.
[Una volta ho sentito a Roma il filosofo Favorino parlare in greco e con un eloquio ammirevole e illustre contro coloro che si chiamano Caldei o astrologi e pretendono di poter dire le cose future sulla base del moto e della posizione degli astri. Tuttavia, non so dire se fosse per esercitare, e non ostentare, il suo talento o se credesse ciò seriamente e deliberatamente]
[7] Sext.Emp. Adv. math., V, 1, 1: […] ἀλλὰ πρὸς γενεθλιαλογίαν, ἣν σεμνοτέροις κοσμοῦντες ὀνόμασιν οἱ Χαλδαῖοι μαθηματικοὺς καὶ ἀστρολόγους σφᾶς αὐτοὺς ἀναγορεύουσιν, ποικίλως μὲν ἐπηρεάζοντες τῷ βίῳ, μεγάλην δ’ ἡμῖν ἐπιτειχίζοντες δεισιδαιμονίαν, μηδὲν δὲ ἐπιτρέποντες κατὰ τὸν ὀρθὸν λόγον ἐνεργεῖν.
[L’astrologia è piuttosto la rappresentazione della nascita, che i Caldei adornano con nomi solenni, chiamandosi “matematici” e “astrologi”, disprezzando la vita in vari modi, costruendo una grande superstizione contro di noi, dedicandosi a non fare niente secondo la ragione]
B. Manie da imperatore / Imperial madness
[1] Tac. Hist., I, 22, 2-3: urgentibus etiam mathematicis, dum novos motus et clarum Othoni annum observatione siderum adfirmant, genus hominum potentibus infidum, sperantibus fallax, quod in civitate nostra et vetabitur semper et retinebitur. Multos secreta Poppaeae mathematicos, pessimum principalis matrimonii instrumentum, habuerant […]
[Anche gli astrologi lo incalzavano, mentre assicurano, grazie all’osservazione delle stelle, nuovi cambiamenti e un anno splendido per Otone, loro che erano gente infida ai potenti, fallace per gli speranzosi, che sempre saranno cacciati dalla nostra città e sempre trattenuti. Le stanze di Poppea avevano avuto molti astrologi, pessimo strumento del matrimonio con l’imperatore]
[2] Tac. Hist., II, 78: Post Muciani orationem ceteri audentius circumsistere, hortari, responsa vatum et siderum motus referre. nec erat intactus tali superstitione, ut qui mox rerum dominus Seleucum quendam mathematicum rectorem et praescium palam habuerit.
[Dopo il discorso di Muciano, altri lo circondarono [Vespasiano] in modo alquanto ardimentoso, lo esortarono e gli riferirono i responsi degli indovini e i moti delle stelle. Non era immune da una tale superstizione, tanto che, una volta imperatore, ebbe apertamente come consigliere e indovino un tale Seleuco, che era astrologo]
[3] Svet.
Gaio Svetonio Tranquillo (69-120 ca.), sovrintendente alle biblioteche di Roma sotto Adriano, è autore di numerose opere erudite e b…
More > Dom., 14: Annum diemque ultimum vitae iam pridem suspectum habebat, horam etiam nec non et genus mortis. Adulescentulo Chaldaei cuncta praedixerant […]. Quare pavidus semper atque anxius minimis etiam suspicionibus praeter modum commovebatur […].
[Domiziano sospettava già da tempo l’anno e il giorno della sua morte, e anche l’ora e il tipo di morte. Da ragazzo i Caldei gli avevano predetto tutto […]. Per questo era sempre spaventato e ansioso, e si spaventava oltre misura anche per i minimi sospetti]
[4] Hdn. IV, 12, 4: ὑποπτεύων δ’ αὐτοὺς ὡς οὐ τἀληθῆ αὐτῷ ἀλλὰ πρὸς κολακείαν θεσπίζοντας, ἐπιστέλλει Ματερνιανῷ τινί, τότε πάσας ὑπ’ αὐτοῦ τὰς ἐν Ῥώμῃ πράξεις ἐγκεχειρισμένῳ, πιστοτάτῳ εἶναι δοκοῦντι φίλων καὶ μόνῳ κοινωνῷ τῶν ἀπορρήτων· κελεύει δὲ αὐτῷ μάγων τοὺς ἀρίστους ζητήσαντι νεκυίᾳ τε χρησαμένῳ μαθεῖν περὶ τοῦ τέλους τοῦ βίου αὐτοῦ, καὶ μή τις ἄρα ἐπιβουλεύοι τῇ ἀρχῇ.
[Sospettando che questi [gli astrologi] non gli predicessero la verità, ma che lo facessero per adulazione, [Caracalla] invia una lettera a un tale Materniano, al quale allora erano affidate le sue faccende a Roma, e che sembrava essere il più fedele tra gli amici e il solo depositario dei suoi segreti. Gli ordina di cercare i migliori indovini e, invocando i morti, di apprendere informazioni sulla fine della sua vita e se qualcuno stesse complottando contro il suo potere]
C. Astrologia e letteratura / Astrology and literature
[1] Schol. A.R. IV, 59-61 (pp. 265, 22 – 266, 1 Wendel): καθὸ Ἀγλαονίκη, Ἡγέμονος θυγάτηρ, ἔμπειρος οὖσα τῆς ἀστρολογίας καὶ εἰδυῖα τὰς ἐκλείψεις τῆς σελήνης, ὁπότε μέλλοι αὐταῖς ἐγγενήσεσθαι, ἔφασκε τὴν θεὸν κατασπᾶν, καὶ παραχρῆμα περιέπιπτε συμφοραῖς, τῶν οἰκείων τινὰ ἀποβαλοῦσα. ὅθεν κατὰ τὸν βίον λέγεται παροιμία ἐπὶ ‘τὴν σελήνην κατασπᾷ’.
[Riguardo Aglaonice, la figlia di Egemone, essendo esperta di astrologia e conoscendo le eclissi della luna, ogni volta che le eclissi stavano per verificarsi diceva che faceva scendere la dea [Selene], e subito le capitò una disgrazia, perdendo uno dei suoi familiari. Per questo dalla sua vita si dice il proverbio su ‘fa scendere la luna’]
[2] Ar.
Aristofane (450-385 ca. a.C.) fu fra i primi autori comici (tuttavia non assolutamente il primo) a ‘depurare’ la commedia dal …
More > Phaen., 10-13: Αὐτὸς γὰρ τά γε σήματ’ ἐν οὐρανῷ ἐστήριξεν
ἄστρα διακρίνας, ἐσκέψατο δ’ εἰς ἐνιαυτὸν
ἀστέρας οἵ κε μάλιστα τετυγμένα σημαίνοιεν
ἀνδράσιν ὡράων, ὄφρ’ ἔμπεδα πάντα φύωνται.
[Lui [Zeus] infatti fissò i segni nel cielo
distinguendo le stelle. Stabilì per l’anno
le stelle che potessero dare agli uomini i segni
precisi delle stagioni, affinché tutto crescesse stabilmente]
[3] Man. Astr., I, 1-6: Carmine divinas artes et conscia fati
sidera diversos hominum variantia casus,
caelestis rationis opus, deducere mundo
aggredior primusque novis Helicona movere
cantibus et viridi nutantis vertice silvas
hospita sacra ferens nulli memorata priorum.
[Con questo canto mi accingo per primo
a trarre dal mondo le arti divine, le stelle consce
del destino che variano i diversi casi degli uomini,
opera della ragione celeste, e a muovere con nuovi
canti l’Elicona e le sue selve che oscillano nella verde cima,
portando offerte sacre non ricordate prima da nessuno]
[4] Luc. De astr., 1: Ἀμφί τε οὐρανοῦ ἀμφί τε ἀστέρων ἡ γραφή, οὐκ αὐτῶν ἀστέρων οὐδ’ αὐτοῦ πέρι οὐρανοῦ, ἀλλὰ μαντείης καὶ ἀληθείης, ἣ δὴ ἐκ τουτέων ἐς ἀνθρώπων βίον ἔρχεται.
[Quest’opera riguarda il cielo e gli astri, non gli astri stessi e il cielo stesso, ma la divinazione e la verità che ne deriva per la vita degli uomini]
D. Corrispondenze tra mondo lunare e sublunare / Correspondences between the lunary and sublunary sphere
[1] Doroth. I, 6: Now I will tell you the power of the seven planets. Each planet is benefic when it is in its house or in its triplicity or its exaltation so that what it indicates of good is strong, increasing. A malefic also, if it is in its own place, its evil becomes lighter and decreases (traduzione dall’arabo, Pingree 1976, p. 174)
[2] Maneth. Apot., II, pinax 5: Τί ἕκαστος τῶν ἑπτὰ πλανητῶν ἐν ἰδίῳ, καὶ τί ἐν ἀλλοτρίῳ οἴκῳ φαινόμενος ἀποτελεῖ.
[Che cosa produce ciascuno dei sette pianeti apparendo nel proprio domicilio e cosa in quello di un altro pianeta]
[3] Ptol. Tetr., I, 4, 1: Ὁ ἥλιος κατείληπται τὸ ποιητικὸν ἔχων τῆς οὐσίας ἐν τῷ θερμαίνειν καὶ ἠρέμα ξηραίνειν· ταῦτα δὲ μάλιστα τῶν ἄλλων ἡμῖν εὐαισθητότερα γίνεται διά τε τὸ μέγεθος αὐτοῦ καὶ τὸ τῶν κατὰ τὰς ὥρας μεταβολῶν ἐναργές, ἐπειδήπερ, ὅσῳ ἂν μάλιστα ἐγγίζῃ τοῦ κατὰ κορυφὴν ἡμῶν τόπου, μᾶλλον ἡμᾶς οὕτως διατίθησιν.
[Il Sole ha la capacità di riscaldare e, con meno vigore, di disseccare. Queste cose sono percepite più da noi [gli abitanti della Terra] che da altri per la grandezza del Sole e per i suoi cambiamenti stagionali. Inoltre, quanto più il Sole si avvicina al nostro zenit, tanto maggiore è la sua influenza su di noi]
[4] Vett.Val. Anth., I, 1: μὲν οὖν παντεπόπτης Ἥλιος […] τῶν δὲ τοῦ σώματος μερῶν κυριεύει κεφαλῆς, αἰσθητηρίων, ὀφθαλμοῦ δεξιοῦ, πλευρῶν, καρδίας, πνευματικῆς ἤτοι αἰσθητικῆς κινήσεως, νεύρων, οὐσίας δὲ χρυσοῦ, καρπῶν δὲ σίτου καὶ κριθῶν.
[Il Sole che tutto vede […], tra le parti del corpo governa la testa; tra gli organi di senso, l’occhio destro; nella parte del tronco, il cuore; tra le facoltà spirituali, ovvero percettive, i nervi; tra i materiali, l’oro; tra i frutti, il grano e l’orzo]
[5] PGM XIII, 16-20: τοῦ μὲν | Κρόνου στύραξ (ἔστιν γὰρ βαρὺς καὶ εὐώδης), τοῦ δὲ Διὸς | μαλάβαθρον, τοῦ δὲ Ἄρεως κόστος, τοῦ δὲ Ἡλίου λίβανον, | τῆς δὲ Ἀφροδίτης νάρδος Ἰνδικός, τοῦ δὲ Ἑρμοῦ κασία, | τῆς δὲ Σελήνης ζμύρνα. ταῦτά ἐστιν τὰ ἀπόκρυφα ἐπιθύματα.
[L’incenso di Crono è lo storace (infatti è forte e profumato), quello di Zeus il malabatro, quello di Ares il costo, quello del Sole il franchincenso, quello di Afrodite il nardo indiano, quello di Ermes la cassia, quello della Luna la mirra. Questi sono gli incensi segreti]
[6] CCAG, vol. VIII.2, p. 163, 31-35: Τὸ βότανον τοῦ Ἡλίου καλεῖται ἡλιοσκόπος, παρὰ δὲ Ἰταλοῖς τζιρασόλεμ· ἐπειδὴ ἔνθα ἐστὶν ὁ Ἥλιος, κλίνει τὰς κορυφὰς αὐτοῦ, δι’ οὗ ἡλιοσκόπος καλεῖται. ταύτην τὴν βοτάνην εὔγαλον εἰς τὴν ὥραν, ἐν ᾗ ὁ Ἥλιος κυριεύει, μετὰ τὰς προσευχὰς καὶ τὰ ἄνθη καὶ τὸν καρπὸν αὐτοῦ βάλε εἰς δέρμα ἀετοῦ καὶ βάσταζε μετὰ σοῦ.
[La pianta del Sole si chiama ēlioskopos, presso gli Italici “girasole”. Quando c’è il Sole, essa inclina le sue estremità, e per questo è chiamata ēlioskopos. Raccogli questa pianta nell’ora in cui domina il Sole; pronunciando delle preghiere, metti i frutti e il fiore nella pelle di aquila e indossali]
[7] CCAG, vol. IV, p. 123, 1-4: Ὁ δὲ Ἥλιος πρόβατα καὶ αἶγας ἀγρίας καὶ πρόβατα ἄγρια καὶ ἵππους καὶ ἀλεκτρύονας καὶ ἀετοὺς καὶ ἱέρακας καὶ τὰ ὅμοια· ἀπὸ δὲ τῶν φυτῶν ἄμπελον καὶ πᾶν τράγημα καὶ οἶνον καὶ σίκερα καὶ τὰ τοιαῦτα.
[Al Sole sono assegnate le pecore, le capre selvatiche, le pecore selvatiche, i cavalli, i galli, le aquile, i falchi e animali simili. Tra le piante la vite, ogni frutto secco, il vino, il liquore fermentato e anche tali cose]
[8] CCAG, vol. IX, p. 152, 18 – 153, 2: Λίθος Ἡλίου. Λίθος Ἡλίου ὁ καλούμενος ὑάκινθος. τοῦτον λαβὼν ἐν τῇ ὥρᾳ ἐν ᾗ κυριεύει , Ἡλίου ὄντος ἐν τῷ Λέοντι, ἐγχάραξον ἐν αὐτῷ τὰς ὀνομασίας ταύτας· Εἰστηγεήλ, Χιρανιώλ, Νωριχήλ, Τωμαήλ, Ἀργετώ, Συνησέμ, Πυργωγάφ, Γωμπτιράχ, καὶ τοῦτον βάστα μετὰ σοῦ ἁγνὸς ὤν·
[Pietra del Sole. La pietra del Sole è chiamata giacinto. Prendendola nell’ora in cui domina il Sole, essendo nel segno del Leone, scrivi su di essa questi nomi: Eistēgeēl, Ciraniōl, Nōrichēl, Tōmaēl, Argetō, Synēsem, Pyrgōgaph, Gōmptriach. Ed essendo puro indossa la pietra]
[9] CCAG, vol. VIII.2, p. 160, 10-15: Τὸ βότανον τοῦ Καρκίνου ἐστὶν ἡ μανδραγούραν· ταύτην ἔπαρον, ὅταν κυριεύει τὸ αὐτὸ ζῴδιον ὁ Καρκίνος. τὰ ἄνθη τὰ ὦτα ἀλειφόμενα πᾶσαν νόσον κεφαλαλγίας ἰᾶται. τὴν δὲ ῥίζαν αὐτῆς δίδου φαγεῖν γυναικὶ στείρᾳ σιταρόκουκκα δύο ἀπὸ πρώτης ἡμέρας τῆς καθάρσεως αὐτῆς καὶ μέχρι ἡμερῶν δέκα τεσσάρων καὶ συλλήψεται, καὶ ἂς βαστάζει καὶ ἐκ τῆς βοτάνης.
[La pianta del cancro è la mandragora. Raccoglila quando domina questo segno. Ungendo le orecchie con i fiori, questi curano ogni sofferenza provocata dal mal di testa. Dai la sua radice da mangiare a una donna sterile nella quantità di due chicchi di grano dal primo al quattordicesimo giorno delle mestruazioni e lei concepirà. E che lei indossi queste parti della pianta]
E. Proverbi / Proverbs
[1] Aes.
Esopo è una figura avvolta in parte dalla leggenda: originario della Frigia, prima fatto schiavo, poi divenuto consigliere alla cort…
More > Sent., 21, 3-4: ἡδέα μὲν γάρ σου τὰ φύσει καλά, γαῖα, θάλασσα
ἄστρα, σεληναίης κύκλα καὶ ἠελίου
[dolci i doni in natura, la terra, il mare,
gli astri, i cicli della luna e del sole]
[2] Diog. II, 66: Ἄστροις σημαίνεσθαι: ἐπὶ τῶν ἐκ μακροῦ τι ὑπονοούντων. Ἀπὸ τῶν πλοϊζομένων ἡ παραβολή.
[Ricavare segni dagli astri: per quelli che congetturano qualcosa dal grande. Il proverbio viene dalla navigazione]
[3] Mac. II, 50: Ἄστροις σημειοῦσθαι: ἐπὶ τῶν μακρὰν ὁδὸν καὶ ἔρημον πορευομένων.
[Osservare gli astri: per quelli che intraprendono un lungo viaggio in solitaria]
[4] Ap. IV, 12: Ἄστροις σημαίνεσθαι: ἐπὶ τῶν ἐκ μακροῦ τι ὑπονοούντων.
[Ricavare segni dagli astri: per quelli che congetturano qualcosa dal grande]
Modern Sources
A.
→Italia, Sicilia (Pitrè
Giuseppe Pitrè (1841-1916) è stato il più grande folklorista meridionale e, probabilmente, italiano. Medico, percorse per anni la …
More > 1889, vol. III, p. 24): La luna esercita un’influenza malefica sugli uomini e sugli animali. Negli uomini produce il male di luna, che è quanto dire la licantropia, o un altro male che non ha nome ma che aggettivato costituisce l’allunatu. L’uomo resta allunatu quando in campagna dorme con la faccia rivolta verso la luna.
B.
→Italia, Sicilia (Pitrè
Giuseppe Pitrè (1841-1916) è stato il più grande folklorista meridionale e, probabilmente, italiano. Medico, percorse per anni la …
More > 1889, vol. III, p. 16): Quando il sole, spuntando dall’oriente, porta una nuvoletta che lo taglia a mezzo, è segno di pioggia. Così quando ai due lati ha l’uocci (occhi) ri la crapra bianco-oscuri; se li ha rossi, vento: se poco visibili, nebbia; se però li ha verso levante, acqua; se a ponente, caldo o vento. Buon tempo quando il sole ha il cerchio rosso; scirocco o brina, se l’ha oscuro;
pioggia o scirocco se ha il tuornu; pioggia abbondante, se poco visibile. Al tramontare, se l’orizzonte ha qualche nuvola che l’oscura, indica pioggia (Noto).
→Marzano 1912, p. 73: Quando il sole è rosso al tramonto è ritenuto segno di vento; quando è pallido, segno di pioggia; quando è rosso e macchiato, segno di pioggia e di vento; quando poi il suo disco è lucido, annunzia tempo sereno.
C.
→Italia, Abruzzo (Finamore
Gennaro Finamore (1836-1923) è stato uno dei più importanti folkloristi del mondo abruzzese. Medico di formazione, iniziò ad inter…
More > 1890, p. 49): Quando calano le stelle, sono da temere o fulmmini o terremoto
→Italia, Calabria (Chiapparo 1956, p. 22)
Stij lucenti / tempu sprendenti,
Stij cupusi / tempi chiovusi,
Stij cadenti / sciroccu ardenti.
D.
→Italia, Sicilia (Pitrè
Giuseppe Pitrè (1841-1916) è stato il più grande folklorista meridionale e, probabilmente, italiano. Medico, percorse per anni la …
More > 1889, vol. III, p. 35): Ogniqualvolta ha luogo un’ecclissi, si teme il finimondo; peggio però quando l’ecclissi è di sole.
→Italia, Emilia Romagna (Placucci 1885, p. 141) L’ecclisse del sole dicono influire sui fiori, ed erbaggi; e perciò in tale occasione li piantano, trapiantano, e seminano.
E.
→Italia, Abruzzo (Finamore
Gennaro Finamore (1836-1923) è stato uno dei più importanti folkloristi del mondo abruzzese. Medico di formazione, iniziò ad inter…
More > 1890, p. 46): [Le comete] Se danno luce vivida e biancastra, ciò a) è segno di fame (Loreto aprutino) b) è segno di mortalità, rivoluzioni, ma di breve durata e di poco conto (Atessa). Se danno luce rossa, è indizio di guerra e di altre calamità pubbliche.
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A. Picatrix III, 7: Sol est calidus et siccus, bono et malo in proprietate mixtus; rectificat et damnat, bonum et malum agit; fortuna et infortuna.
[Il Sole è caldo e secco, nella sua natura mescolato al bene e al male; approva e condanna, fa del bene e del male, con fortuna e con sfortuna]



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