Distaff ⸱ Conocchia
La conocchia è un simbolo femminile di fedeltà coniugale: tipico dono nuziale alle spose, da parte di mariti o parenti.
Distaff is a female symbol of fidelity; it’s exactly the traditional wedding gift made to the wife by husband or mother in law or friends.
Auctores
A
La conocchia dono per la sposa
Distaff as wedding gift
[A.1] Herodt. 4,34,4:
αἱ μὲν πρὸ γάμου πλόκαμον ἀποταμόμεναι καὶ περὶ ἄτρακτον εἱλίξασαι ἐπὶ τὸ σῆμα τιθεῖσι.
Le fanciulle di Delo si recidono un ricciolo prima delle nozze, lo avvolgono intorno a un fuso e lo depongono sulla tomba [delle vergini venute dagli Iperborei e morte a Delo]
[A.2] Herinn. Fr.4 Neri
.]..[.]σιν· ἐκ δ’[ ] μετεβάλλετ’ ὀπωπάν·
ἁνίκα δ’ ἐς [λ]έχος̣ [ ]ό̣κα πάντ’ ἐλέλασο
ἅσσ’ ε.[ ]..ηπιασ..τ.[ ] μ̣ατρὸς ἄκουσας,
Β̣αῦκ̣ι̣ φίλα· λαθα…ε.[ ]. Ἀφροδ̣ίτα· 30
τ̣ῶ τυ κατακλα̣[ί]οισ̣ατα[ ].[ ]…ε λείπω [· ]
ο̣ὐ [γ]άρ μοι πόδες ….[..].[ ]..ο δῶμα β̣έ̣βαλοι·
οὐδ̣’ ἐσιδῆν φαε̣.[ ]κυν οὐδ̣ὲ̣ γοᾶσαι
γυμναῖσιν χαιταισ.ν[ ].νικεος αἰδὼς
δρύπτει μ’ ἀμφι̣..[ 35
α..[ ]δε π̣[ρ]οπάροιθ[εν
ἐννεα̣[και]δέκατος .[
Ἠρ̣ι̣νν̣α[..]ε φίλαι π.[
ἀλακ̣άταν ἐσ̣ορει̣[
γνωθ’ ὅτι τοι κ[ 40
ma quando in sposa […] allora dimenticasti tutto
quello che ancora bambina […] dalla mamma udisti,
Baucide mia; e dell’oblio […] Afrodite 30
perciò mentre ti piango […] il resto invece lo lascio;
non è concesso ai miei piedi […] uscire di casa
né volger lo sguardo […] né invocarti
a chiome sciolte […] rubeo ritegno
mi riga intorno il viso [… 35
ma sempre, prima […
diciannovenne […
e alla tua Erinna […
lo sguardo fisso alla conocchia […
sappi che certamente [… 40
[A.3] Theocr.
Originario di Siracusa, intorno agli anni ottanta del III sec. a.C. Teocrito inizia la sua carriera poetica all’insegna di un corag…
More > id. 28, 1ss.
Γλαύκας, ὦ φιλέριθ’ ἀλακάτα, δῶρον Ἀθανάας
γύναιξιν νόος οἰκωφελίας αἶσιν ἐπάβολος,
θέρσεισ’ ἄμμιν ὐμάρτη πόλιν ἐς Νείλεος ἀγλάαν (…)
δῶρον Νικιάας εἰς ἀλόχω χέρρας ὀπάσσομεν.
Conocchia operosa, dono di Atena glaucopide
per le donne che hanno la mente disposta ai lavori di casa,
accompagnami alla splendida città di Neleo (…)
affinché possa darti in dono nelle mani della moglie di Nicia.
[A.4]
Plin.
Plinio il vecchio (23/24-79 d.C.): funzionario imperiale e studioso in diversi ambiti del sapere antico, autore della monumentale …
More > N.H. 8,74: nubentes virgines comitaretur colus compta et fusus cum stamine
Le vergini che vanno in sposa sono accompagnate da una rocca inconocchiata e da un fuso con filo
[A.5]
Plut.
Nativo di Cheronea, dalla quale si allontanò in rare occasioni, Plutarco (46-127) fu maestro di retorica, sacerdote, e autore di num…
More > Q.R. 31: τὴν νύμφην εἰσάγοντες νάκος ὑποστρωννύουσιν, αὐτὴ δ’ εἰσφέρει μὲν ἠλακάτην καὶ τὴν ἄτρακτον, ἐρίῳ δὲ τὴν θύραν περιστέφει τοῦ ἀνδρός
Quando conducono la spoosa a casa stendono un vello; essa porta una conocchia e il fuso, e adorna con trecce di lana la porta del marito.
B
Sogni/ Dreams
[B.1] Niceph. Liber Onirocriticus η 46
Ἠλακάτην φέρων τις ἐμποδὼν τόδε.
Un uomo che sogni di tenere in mano una conocchia è malaugurio
C
È malaugurio filare nei campi di frumento
It’s a bad luck to spin in a wheat field
[C.1] Plin.
Plinio il vecchio (23/24-79 d.C.): funzionario imperiale e studioso in diversi ambiti del sapere antico, autore della monumentale …
More > NH 28,28
pagana lege in plerisque Italiae praediis cavetur, ne mulieres per itinera ambulantes torqueant fusos aut omnino detectos ferant, quoniam adversetur id omnium spei, praecipue frugum.
Una legge rurale nella maggior parte delle campagne italiane vieta alle donne, quando camminano lungo i sentieri, di filare o di portare i fusi completamente scoperti, perché questo gesto andrebbe contro ogni buona prospettiva, soprattutto per il raccolto
Modern Sources
A
De Gubernatis 1878, 199: “la rocca, che in molti luoghi d’Italia la suocera presenta alla nuora, è simbolo del lavoro che l’aspetta”.
Dorsa 1884, 87 [Calabria]: “All’arrivo del corteo nella casa dello sposo, la madre si fa trovare sulla soglia della porta, ed ecco i vari usi del ricevimento che fa la suocera alla nuora. […] in Spezzano Piccolo le presenta fuso e conocchia”
Pigorini Beri
Caterina Pigorini Beri (1845-1924) è stata una scrittrice e folklorista: ha dedicato i suoi lavori soprattutto alla Calabria e alle …
More > 1889 [Marche]: “Fare la conocchia vuol dire fare il dono delle nozze, la conocchia essendo fortunatamente ancora lo stemma di ogni donna che va a marito in queste montagne”.
Finamore
Gennaro Finamore (1836-1923) è stato uno dei più importanti folkloristi del mondo abruzzese. Medico di formazione, iniziò ad inter…
More > 1894, 45 e 47 [Abruzzo]: “Nella campagna, quando il corteo si avvicina alla casa maritale, le più prossime parenti dello sposo vanno a incontrare la sposa, offrendole ciascuna una rocca inconocchiata”. “Fra i doni che le parenti e le amiche offrono alla sposa, principale, e quasi di rito, è la rocca inconocchiata. […] Sulle some del corredo, una volta se ne vedevano a fasci, tutte ornate di nastri; e s’intendeva che la sposa portasse con esse, nella casa del marito, il lavoro e l’abbondanza”.
Crocioni 1951, 46 e 48 [Marche]: “Negli stessi giorni pervengono alla sposa i consueti regali, i quali nell’Appenino camerinese prendono il simbolico nome di conocchie (fare la conocchia significa fare il regalo di nozze) […]. A Fabriano veniva offerta una conocchia alla sposa, durante il banchetto nuziale”. “Caratteristico l’incontro della sposa con la suocera che l’attende. [Dalla suocera, la sposa] riceve, in un abbraccio, una scopa, un mestolo da polenta o una conocchia, simboli di pulizia e di lavoro”.
Angarano
Francesco Antonio Angarano (Foggia 1934-Roma 1972): giovane folklorista prematuramente scomparso, allievo di Paolo Toschi. F.A. Angar…
More > 1974, 106 [Calabria]: “Tornati a casa, la suocera o una delle parenti più strette del marito accoglie la sposa nella nuova dimora. […] Altrove ella offre alla ragazza il fuso e la conocchia”.
Polia 2010, 60 [Calabria]: “il costume del dono della conocchia, diffuso in varie regioni d’Italia, raggiunge la sua espressione più nota in Calabria, nei begli esemplari della collezione Raffaele Corso
Raffaele Corso (1885-1965) fu titolare della cattedra di etnografia all’Istituto Orientale di Napoli. Aveva iniziato studi giuridic…
More > a Palmi, ornati di figure scolpite o intarsiate di piante, fiori, animali, o di obliate divinità tutelari. A volte, le conocchie calabresi recavano, al loro interno, dei semi che le trasformavano in un sonaglio la cui funzione era, certo, tener lontani invidie ed insonni spiriti maligni, ma anche evitare che la solerte filatrice cedesse al sonno. Il sonaglio, inoltre, rivelava se la filatrice stesse oziando”.
Piccioni 2014,68 [Marche]: “nell’imminenza delle nozze, mentre la ragazza preparava le ultime finiture del suo corredo, amiche, parenti e commari portavano o inviavano a casa della sposa la simbolica offerta della conocchia”.
Canto popolare calabrese:
“Bella ca vi la fici la cunocchia.
È janca e russa cumu siti vui
e ntornu ntornu vi la ricamai.
Ddha intra misi li bellizzi toi:
mu ti la pigghi, bella, si la voi!”.
Oral Tradition
A
Mo13, Mo15, Mo21
Ba5, Ba38, Ba69
Pu7, Pu12
Ca12, Ca13, Ca22, Ca27, Ca35, Ca36
Si2, Si6, Si10
C
Ab11,12,14,19,21
Cp1,10,12
Mo7,9-11,16,17,20
Ba3,12,13
Ca35,55-58,73-75,82-84
Si3,33-35
Ab6
Pu19-21,18,36-39
Audio
Video
Other Cultures
Iconography
Documents
Anziana che fila con fuso e conocchia
G. Donizetti, La conocchia (1834):
Quann’a lo bello mio voglio parlare
Ca spisso me ne vene lu golio
A la fenesta me mett’a filare
Quann’a lo bello mio voglio parlare
Quann’isso passa po’ rompo lo filo
E co’una grazia me mett’a priare
Bello, peccarita, proite milo
Isso lu piglia, ed io lo sto a guardare
E accossi me ne vao’mpilo mpilo
Ah jeme!



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